Il male e il bene
Sono fedeli vagabondi..
Vanno e vengono
Ma ritornano sempre
Dai loro padroni
Dovessero passare cent’anni.
Credo sempre nel bene
E ne godo.
Ma quando incontro il male soffro per lui.
Lo compatisco perché
Può essere solo quello.
Si diventa ciò che si è.
L’educazione è relazione
È scontro e coraggio
È critica e comprensione
Non è ubbidienza!
Quella è solo piaggeria
Falso asservimento
La letteratura è muta e morta.
Se noi la interpretiamo
Le diamo la parola.
Se noi le diamo un senso
Le diamo la vita.
Cosa rimane
Di me domani..
Ciò che non sono
Riuscita a fare
Una piramide senza Volume.
Un frutto acerbo
Divelto dal vento
Un bruco bambino
Che non sarà mai
Farfalla.
Cosa rimane di me
Domani..
Ciò che il tempo
È bravo a rubare.
Ho camminato tanto
Prima di arrivare
E ora la porta è chiusa a chiave.
Ho creduto novembre
Meglio di dicembre.
Ho pensato la pioggia
Meglio della neve.
A destra e a sinistra
D’autunno e d’inverno
I campi aperti
Sono recintati.
Non c’è mai libertà.
Alla prima tirannia
Segue la seconda
Dopo una speme pulita
Di aria nuova nella stanza.
Entrare dentro la mia vita
Non so se lo so fare.
Sto sempre sull’uscio ad aspettare
Nessuno mi invita
Ad entrare.
Mi vedo vivere da lontano.
Mi sento come
Letargo a primavera
Come un bambino che attende
Il suo regalo di natale
Nella vita tutto
È una scala..
Di valori per giustificare
Il nostro fare
Di classi sociali per umiliare chi sta giù
Ad annaspare
Di denaro per comprare
Oggetti e ideali.
I gradini non li ho mai
Graditi.
Preferisco volare.
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