Ho sognato una moneta
Che aveva un sogno
Il piccolo principe
Come sigillo.
Non serviva per pagare
Ma per ricordare
Chi siamo.

Non la proprietà
Ma il denaro
È l’origine di tutti i guai.
Ritornare a barattare vorrei
Dare un po’ di noi
E ottenere il necessario.

Quando la scelta
È tra la bacchetta dell’Inquisizione
E l’incantesimo che
Fa sparire le persone
Sei come un topo
In prigione.
E dire che avevi sognato
Di essere un topo
Da biblioteca

Il lustro acceca
Solo chi ha gli occhi
Per vedere.
Sono al sicuro
Quelli che li usano
Per parlare.

Quanto è preferibile
L’ombra alla luce.
La prima ha un compagno di vita
La seconda vive splendidamente
In solitudine.

Il fascino del tridente
Oscura il raggio della folgore.
Il mare e il suo respiro
Sacrifica il carro del sole
All’orizzonte.

Mi piacerebbe cambiare
Il mondo come Rodari
E vedere la formica
Dar provviste alla cicala.
Ma è solo una favola
E tutto resta uguale.

Categorie: Poesia

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