Il silenzio vive.
Confessa ciò che nessuno ha mai osato dire.
Parla parole nuove
Al cuore.
Muove pensieri segreti
Soavi leggeri
Foglie al vento
In una notte di primavera.

A volte mi domando
Di cosa vivrei..
Vivrei di me stessa e delle persone che amo.
Non di cose.
Quelle nutrono solo il corpo.
Io voglio essere pingue dentro

I ricordi sono i lacci
Con cui incateno il tempo.
Le speranze le ruote
In cui l’arrovello.
La sua tortura nella
Mia mente si consuma
Fino a che smette
Di essere tempo

Odio l’etichetta
La categoria, il sistema, il nome
Delle persone e delle cose.
Voglio essere cerchio e
Voglio essere quadrato
E ancora rombo e triangolo.
Voglio essere liquido e gas, voglio stare in alto
E’ in basso.
Non risplende solo ciò
Che si vede
I veri tesori sono nascosti
Com’è la perla dell’ostrica e la nobiltà del cuore

Oggi in una società
In cui si può acquistare
Ovunque il cibo confezionato
Si trovano anche cervelli
Confezionati e cuori confezionati
In porzioni
Monouso e familiari.
Una bella opportunità
Di stupidaggine e crudeltà

La letteratura non deve
Essere schedario di definizioni vuote.
Può essere piacere.
Non si può obbligare nessuno a leggere.

Oggi in una società
In cui si può acquistare
Ovunque il cibo confezionato
Si trovano anche cervelli
Confezionati e cuori confezionati
In porzioni
Monouso e familiari.
Una bella opportunità
Di stupidaggine e crudeltà

Di una cosa avrebbero
Bisogno tutte le cose:
Non di intelligenza
Ma di emozione.
L’AI non ha un cuore e non l’avrà mai.

Categorie: Poesia

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